Decine di nazionalità. Un melting pot di culture, usi, tradizioni e lingue, che puoi intuire facilmente leggendo i nomi sulle cassette della posta negli androni dei palazzi. Eccola qui la prima fotografia del quartiere Barriera di Milano, con i suoi 40 mila residenti. «Tutto il mondo alla periferia di Torino» dice Giovanni Sepede, oggi presidente di Arqa, l’associazione che, con fatica e impegno, sta lavorando per fare dei giardini Alimonda un posto migliore. Giovanni Sepede e gli altri del suo gruppo, la loro parte la fanno e con successo. Ci lavorano da anni e i risultati si vedono: sono riusciti ad allontanare - anche se ancora non del tutto - gli spacciatori. E trasformare quel giardino in un luogo di incontro tra culture differenti. Come? Attraverso lo sport. Pallavolo e badminton prima di tutto. Lavorando con i ragazzi della zona. «E piantando fiori, per far più bello quel giardino tra i palazzi» dice ancora Sepede. Lo fa nonostante le minacce dei pusher di qualche anno fa. Nonostante, talvolta, anche lui abbia per qualche istante la tentazione di lasciar perdere, ma che scaccia immediatamente perché deve inventare un’altra iniziativa, portare aiuto a chi sta peggio, progettare un futuro migliore.
“Barriera non è solo spaccio e risse”: sindaco e direttore de La Stampa incontrano i cittadini
Mercoledì 21 maggio alle 16,30 all’istituto Einstein di via Bologna






