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Ultimo aggiornamento: 13:14
C’è una città, in Italia, dove per tre mesi la gente esce da casa, lascia Internet, i social, il cane, la partita di pallone, l’ultima serie di Neflix, per stare insieme, per incontrarsi con uno scrittore, un prete, un attore, un economista, una cantante. Siamo a Bergamo, la “capitale dei muratori”, una di quei luoghi dove l’immaginario collettivo, un po’ stereotipato, fa pensare alla fatica, alle levatacce per andare a lavorare, all’identità collettiva, a Vittorio Feltri e alla Lega ma anche (per i palati più fini) a Giacomo Manzù, Lorenzo Lotto e Ivo Lizzola.
E’ qui che un gruppo di giovani delle Acli che hanno preso in mano il testimone lasciato dall’ex presidente Daniele Rocchetti, anche quest’anno sono riusciti a portare nelle chiese, nei cinema, nei teatri, all’Università e persino al cimitero persone come Paola Caridi, Vito Mancuso, Vittorio Lingiardi, Lella Costa, Ascanio Celestini, Carlo Cottarelli e tanti altri.
Basta leggere la prima pagina del programma (chiaro e agile) della rassegna “Molte fedi” che nel 2025 ha avuto come titolo “Crash! Un pianeta su cui ricominciare” per rendersi conto della portata di questo evento: “Aperta. Accessibile, inclusiva: anche quest’anno cerchiamo di porre sempre più attenzione agli spazi e al linguaggio che utilizziamo. Segnalaci le tue esigenze. Aiutaci anche tu a rendere la nostra iniziativa un luogo in cui ogni persona possa sentirsi accolta”.






