VENEZIA - La nuova legislatura è ancora un’incognita, ma ormai la decisione per il futuro è stata presa. Basta fibre naturali: d’ora in avanti il personale del Consiglio regionale indosserà capi d’abbigliamento in «tessuti tecnici innovativi», ritenuti più comodi ed efficienti in una città d’acqua come Venezia, dove assumono particolare rilievo anche caratteristiche come la «facilità di asciugatura». Parole dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Ferro Fini, che «a voti unanimi e palesi» ha approvato l’aggiornamento della dotazione di vestiario, modificando la deliberazione risalente al 2011.

A suo modo, dunque, finisce un ciclo: non solo per la politica, ma pure per le divise. «La fornitura di capi di abbigliamento - specifica la delibera dei vertici – ricomprende anche il personale di imprese aggiudicatrici di servizi di portierato, di supporto alle attività ausiliarie da espletare nelle sedi del Consiglio regionale del Veneto e di supporto all’attività istituzionale dell’assemblea legislativa così come il personale esterno preposto alle mansioni in sostituzione di quello di ruolo, al fine di garantire anche l’uniformità». Finora dipendenti e collaboratori si sono vestiti con «tessuti tradizionali» come «lana, cotone, piumini», i quali sono però «destinati ad essere sostituiti da tessuti tecnici innovativi, sostenibili, versatili, funzionali e con prestazioni elevate». Vale a dire? «I vantaggi che questi nuovi materiali sono molteplici: comfort (leggerezza, traspirabilità, adattabilità e migliore libertà di movimento), sicurezza e con un occhio di riguardo per l’ambiente e versatili in grado di soddisfare le esigenze delle varie mansioni».