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8 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:45
Già dal 2 aprile scorso sul sito del Ministero dell’Ambiente è consultabile lo schema di decreto per l’istituzione della Responsabilità Estesa dei Produttori per il settore tessile e abbigliamento (non solo tessuti e abiti, ma anche calzature, pelletteria, tessile per la casa). È una buona notizia, perché, come riconosciuto dall’Onu, l’impatto dell’industria del fashion è tra i più pesanti: terza per riscaldamento climatico (10% delle emissioni di CO2), seconda per consumi idrici e onerosa per la gestione degli scarti post e pre-consumo.
Dal 2022 in Italia vige l’obbligo di raccolta differenziata di questi prodotti, ma poco è stato fatto per renderla operativa. Dal gennaio 2025, con l’entrata in vigore della normativa EU, non sarà più possibile ignorare la questione. Nel frattempo, gestori industriali e comuni “brancolano nel buio”, senza direttive precise e senza una cultura consolidata sulla gestione di questi flussi, finora affidata soprattutto a cooperative sociali più o meno caritatevoli.







