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Ultimo aggiornamento: 10:09
“Chi fa impresa va sostenuto e agevolato, non vessato”, aveva promesso Giorgia Meloni all’indomani del trionfo elettorale. Il principio, tuttavia, evidentemente non vale per le imprese della filiera della canapa. Lo ha imparato a sue spese Jacopo Paolini, Ceo e fondatore dell’azienda Enecta. “Quando ho visto il sito per le vendite irraggiungibile online, ho pensato ad un attacco informatico, invece era un ordine del ministero della Salute”. Per via di un olio di canapa ad uso veterinario privo di Thc (il principio attivo vietato poiché stupefacente) la Direzione Generale della Salute Animale ha ordinato la chiusura della piattaforma di e-commerce. Aruba, il fornitore del servizio di rete, ha eseguito: Enecta non è stata neppure avvisata. Risultato: la pagina web – per la vendita di prodotti derivati dalla canapa – inaccessibile ai clienti per due mesi e mezzo, dal 5 maggio al 19 luglio. Il fatturato è crollato dell’80 per cento, con l’azienda in bilico sulla sopravvivenza. “Il ministero poteva inibire la vendita del singolo prodotto, invece ha preferito chiudere l’intero catalogo con un provvedimento del tutto sproporzionato”, dice al Fatto.it l’avvocata Lucia Annichiarico.









