Ci risiamo! I soliti due… Dite, qualcuno si aspettava qualcosa di diverso da questo ultimo Slam della stagione? Da Roma, il torneo che ha riportato Sinner al tennis giocato dopo la stupida squalifica, lui e Alcaraz procedono di pari passo. Se sono entrambi iscritti al torneo, giocano anche la finale. Agli Internazionali, poi a Parigi, a Wimbledon, a Cincinnati. Ora agli Us Open. Rappresentano al meglio il tennis di oggi, in alcuni aspetti simili ai molto forti che li hanno preceduti — il ventennio dei Favolosi Tre — in realtà diversi tra loro. Sinner più schematico, dotato di un tennis definito e riconoscibile, che esegue in modo perfetto: massima capacità di concentrazione, colpi a rimbalzo straordinari, alto più di un metro e novanta eppure impeccabile negli spostamenti, nei piegamenti, nella corsa e nell’agilità. Alcaraz più estroverso, nella vita come nel tennis, doti fisiche fuori dal comune, e soluzioni tecniche in numero maggiore a quelle di Sinner.
Sinner-Alcaraz in finale agli Us Open, il commento di Adriano Panatta: «Ancora loro, i degni eredi dei Big-3. Non c'è un favorito»
Jannik più schematico, dotato di un tennis definito e riconoscibile; Carlos più estroverso, nella vita come nel tennis, doti fisiche fuori dal comune













