“È stato un maestro”, dice l’imprenditore umbro, “da lui ho imparato l’importanza dei materiali e del dare vita a una moda durevole e senza tempo”
di Serena Tibaldi
Nella top ten dei manager di moda più amati e rispettati dal pubblico, pubblicata pochi giorni fa, al primo posto c’è Giorgio Armani. Al secondo Brunello Cucinelli, 72 anni appena compiuti, tra i migliori simboli, con Armani, del Made in Italy. «Non sapevo della classifica, mi fa onore esserci dopo di lui. Armani è uno dei miei maestri, uno degli esempi che ho seguito con più attenzione».
Come ha reagito alla notizia della sua morte?
«Ero a Penne, in Abruzzo, per inaugurare la nostra nuova fabbrica di giacche da uomo. Mi hanno avvisato poco prima che iniziasse la cerimonia. Sono rimasto di sasso, ho chiesto di avere dieci minuti da solo, mi sono ritirato in una stanza per capire l’enormità di quello che è accaduto e per scrivere, di getto, il necrologio. Poi, come sono sicuro avrebbe fatto anche lui, ho ripreso il lavoro».














