Il cane-eroe Bruno ucciso a Taranto da un boccone di carne imbottito di chiodi; Diego, lasciato a morire di stenti chiuso in un garage a Reggio Emilia mentre il suo proprietario era in vacanza; Merlino, sgozzato per la strada a Naro, nell’Agrigentino, da un uomo già segnalato alle forze dell’ordine, che probabilmente voleva cibarsene. L’ultimo episodio è quello di Tequila, una pitbull docile sparita da casa e ritrovata morta due giorni dopo a Gravina di Puglia con orecchie strappate, coda amputata e diverse ferite su tutto il corpo. Sono i casi più eclatanti di animali uccisi o maltrattati che negli ultimi due mesi sono stati raccontati dai mezzi di informazione. E sono solo alcuni tra i tanti denunciati alle forze dell’ordine e gestiti in base alla legge Brambilla, entrata in vigore a inizio luglio, che inasprisce le condanne per tutti i casi di violenze e uccisioni cruente, con pene fino a 4 anni e sanzioni pecuniarie fino a 60 mila euro per i casi più gravi.