«Devo prendere atto di reazioni, critiche e dell’accresciuta sensibilità su certi temi. Per questo faccio un passo indietro». A tamburo battente il vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser ha revocato la nomina della quale appena qualche giorno fa si era assunto la «piena responsabilità». Il caso è quello di don Giorgio Carli, indicato come assistente in 14 parrocchie in alta Val Pusteria. Una scelta che ha provocato un terremoto nella comunità altoatesina. Circa 20 anni fa don Carli venne infatti condannato per abusi su una minorenne. Poi assolto per prescrizione, fu invece condannato in sede civile a pagare, in solido con la Curia, un risarcimento di 700 mila euro. La sua nomina prevedeva comunque delle rigide prescrizioni, come quella di «non stare mai da solo con minori». Cautele che non sono bastate a placare le polemiche. Anche perché a gennaio proprio la Curia rese pubblici 67 casi di abusi sessuali (incluso quello di don Carli) avvenuti nella diocesi a partire dal 1963: il vescovo chiese pubblicamente scusa alle vittime. «Allora era tutta una presa in giro», lamentano in molti.
Abusi nella Chiesa, il vescovo di Bolzano ci ripensa: «Don Giorgio Carli ha lavorato bene e io lo stimo. Ma ho capito dopo che la sua nomina era un errore e l’ho revocata»
Il presule Ivo Muser sull'incarico al prete accusato di aver abusato una minorenne: «Si tratta di un caso complicato e anche molto sofferto»






