La Diocesi di Bolzano - Bressanone ha reso note le misure adottate da gennaio nei confronti di don Giorgio Carli, sacerdote in passato accusato di abusi sessuali su una minorenne. Il parroco venne assolto in primo grado e poi condannato in appello a sette anni e sei mesi. La Cassazione annullò la sentenza per sopraggiunta prescrizione del reato, confermando però la responsabilità civile di don Carli. La vicenda si concluse con un risarcimento danni alla vittima, stabilito con un accordo extragiudiziale. Dal primo settembre, don Carli è stato nominato collaboratore pastorale in Alta Pusteria, ma il suo nuovo incarico sarà sottoposto a condizioni stringenti di monitoraggio e limitazioni, esattamente come avviene nei suoi confronti già da diversi mesi, da quando cioè il suo caso era riemerso con la pubblicazione del report indipendente sugli abusi nella Chiesa locale.
Abusi nella Chiesa, il vescovo di Bolzano trasferisce il prete accusato di pedofilia: «Non potrà stare da solo con minorenni»
Don Giorgio Carli fu assolto in primo grado, condannato in appello e poi la Cassazione annullò la sentenza per sopraggiunta prescrizione del reato. È stato trasferito in Alta Pusteria con il ruolo di collaboratore pastorale






