"Irreperibile", "Sconosciuto": con questa motivazione, quasi 500 bollette per il pagamento della Tari sono tornate indietro al comune di Pietradefusi, in provincia di Avellino. Le cartelle, inviate dagli uffici lo scorso 12 agosto, non sono arrivate nemmeno al sindaco, Nino Musto, ai consiglieri comunali, al parroco e a noti professionisti del piccolo centro della Media Valle del Calore.
A pagarne le conseguenze potrebbe essere l'incaricato della consegna della corrispondenza che dopo la denuncia e la protesta del sindaco sarebbe stato sottoposto ad una indagine interna. Il primo cittadino racconta tutta la vicenda in un video registrato “per denunciare ma anche per scusarmi con i cittadini – dice – ci arrivavano segnalazioni della mancata consegna della Tari, pensavamo a un normale ritardo delle poste nel mese di agosto. Ma poi sono arrivate in Comune due cassette piene di bollette non consegnate, tra i destinatari io stesso, la maggior parte dei consiglieri e dipendenti comunali, alcuni medici e perfino il titolare del bar in piazza. Questo configura che gli avvisi non sono stati consegnati volontariamente. Ho segnalato il disservizio a Poste Italiane, ora sporgerò denuncia in tribunale per interruzione di un pubblico servizio. La prossima settimana consegneremo la Tari a mano. E’ una vergogna, siamo in Burundi, ho chiesto a Poste come selezionano dipendenti”.







