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Venerdì le dimissioni della vice prima ministra britannica Angela Rayner hanno innescato un rimpasto di governo nell’amministrazione del Laburista Keir Starmer, che ha subito riassegnato alcuni ministeri importanti. Rayner è una delle più strette collaboratrici di Starmer, e lo scandalo che ha causato le sue dimissioni è un brutto colpo per il governo, in carica da poco più di un anno e già considerato deludente. Rischia inoltre di favorire ulteriormente Reform UK, il partito populista e sovranista di Nigel Farage, che da mesi è primo nei sondaggi, avendo superato sia i Laburisti sia i Conservatori.
Rayner, che era anche ministra dell’Edilizia pubblica, si è dimessa per irregolarità nel pagamento di una tassa sull’acquisto di una casa, una questione che nelle ultime settimane è stata al centro di grosse polemiche nel Regno Unito. Dopo le sue dimissioni, Starmer ha nominato ministro della Giustizia e vice primo ministro David Lammy, finora ministro degli Esteri; la ministra dell’Interno, Yvette Cooper, è stata spostata agli Esteri; e quella della Giustizia, Shabana Mahmood, ha preso l’Interno.
Sono stati scambiati anche i titolari di altri ministeri meno di spicco e sono stati licenziati due ministri, sempre in ruoli relativamente secondari: quello per la Scozia e la leader della Camera dei Comuni, che si occupa dei rapporti fra il governo e la Camera. Il sostituto di Rayner al ministero dell’Edilizia pubblica, centrale per il programma elettorale dei Laburisti, è Steve Reed, finora ministro dell’Ambiente.












