LONDRA – Dopo settimane di attacchi da stampa e opposizione, la vicepremier laburista Angela Rayner si dimette per non avere pagato abbastanza tasse. E nello stesso giorno una ex-ministra e deputata conservatrice, Nadine Dorries, la fedelissima dell’ex-primo ministro Boris Johnson, lascia i Tories, definendoli “un partito morto”, per aderire a Reform, il partito populista di Nigel Farage. “Un grande acquisto per noi”, giubila l’ex-promotore della Brexit e seguace di Donald Trump, aprendo il suo congresso annuale. Il duplice evento acuisce la crisi del governo di Keir Starmer e conferma la tendenza emersa nei sondaggi: “Farage può vincere le prossime elezioni e diventare primo ministro”, afferma il più autorevole commentatore della Bbc.
Le dimissioni di Rayner
Da qui al 2029 molte cose potrebbero impedire “il sequel della Brexit”, come il Financial Times chiama un’eventuale vittoria alle urne di Reform. Ma le difficoltà del Labour sono innegabili. Già nei guai per l’aumento dei migranti e la debolezza dell’economia, ora Downing Street perde un pezzo importante della sua squadra: Angela Rayner, detta “la Rossa” per il colore dei capelli e le idee politiche, rappresentava l’ala più popolare e di sinistra del partito.











