Ci vuole un bel coraggio, di questi tempi, per ironizzare sui proPal. Figuriamoci poi se si tratta dei giovani attivisti che hanno deciso di prendere la barca e navigare nel Mediterraneo fino a Gaza per forzare il blocco israeliano. Il governo di Netanyahu li ha già avvertiti: verranno trattati da terroristi e non semplicemente "respinti" come accaduto qualche mese fa alla apripista Greta Thunberg.
In ogni caso, la Global Sumud Flotilla oggi gode del supporto incondizionato delle opposizioni (Pd, Avs e Movimento 5 Stelle hanno fatto imbarcare 4 loro onorevoli e intimato Palazzo Chigi di vegliare sulla incolumità dei partecipanti alla missione) ma soprattutto può contare sulla grancassa mediatica di giornali d'area, talk televisivi e relativi opinionisti, intellettuali, cantanti e attori, in prima fila pure alla Mostra del Cinema di Venezia.
Per questo le ironie di Claudio Borghi, ospite di Bianca Berlinguer alla prima puntata stagionale di È sempre CartaBianca, tornato dopo la pausa estiva nella sua tradizionale collocazione della prima serata del martedì di Rete 4, suonano come addirittura temerarie. Se monsignor Vincenzo Paglia stigmatizza la situazione («Non è più possibile che muoiano bambini per fame o per guerra, basta morti innocenti»), a rendere meglio l'idea del clima che si respira in trasmissione è la strigliata di Marisa Laurito: «L’Italia è assente, ha venduto armi a Israele, ha venduto gran parte della nostra cybersecurity a Israele dietro lauti compensi, si è astenuta dal riconoscere lo Stato di Palestina e proprio in questi giorni in cui quello Stato è raso al suolo si sentono alcuni politici dire che sì, forse, però, si potrebbe anche riconoscerlo se non dà fastidio a Israele».











