“Le dichiarazioni del governo israeliano sono mirate a intimidire e a far diminuire i partecipanti alla Flotilla,

perché 40 barche è difficile fermarle senza usare la violenza. Ma la nostra risposta è questa: sarà la gente che soffierà sulle vele delle barche. Quando ci sarà il primo contatto, avvicinandoci a Gaza, le persone scenderanno nelle piazze con presidi ventiquattro ore su ventiquattro. E scenderanno in piazza i lavoratori, dando vita a scioperi generali. Una mobilitazione generale: bisogna prendere atto che il popolo vuole un mondo diverso”.

In 40mila, cantando Bella Ciao, alla fiaccolata per la Flotilla che porterà gli aiuti a Gaza

di Erica Manna, Matteo Macor - foto di Fabio Bussalino

Stefano Rebora, presidente di Music for Peace, pronuncia queste parole nella sala Caduti di Nassirya del Senato, a Roma, durante la conferenza sulla missione della Global Sumud Flotilla, seduto accanto a Maria Elena Delia, portavoce della delegazione italiana. Nelle ore in cui la politica scende in campo e quattro parlamentari si preparano a salpare (l’eurodeputata di Avs Benedetta Scuderi, il senatore M5s Marco Croatti e il dem Annalisa Corrado e Arturo Scotto), Rebora - che salperà da Catania con José Nivoi del Calp il 7 settembre – racconta il miracolo della raccolta che si avvicina ora alle 400 tonnellate di aiuti.