VILLORBA «Sono mortificato, non credevo di poter fare del male a qualcuno. Volevo soltanto provare a guidare». Parole del 18enne cubano che lunedì pomeriggio, mettendosi al volante della Fiat 500 della madre dopo averle sottratto le chiavi (motivo per cui è stata mutata per incauta vigilanza), e senza avere né la patente di guida e nemmeno il foglio rosa, ha investito e ucciso Diego Lapaine, il 71enne di Ponzano Veneto, ex vice preside dell’Itis Fermi, che in sella alla sua bicicletta stava percorrendo via Trento a Villorba. «È ancora sotto choc - afferma il suo legale, l’avvocato Fabio Crea - L’ho incontrato ieri e ho trovato un ragazzo confuso, che ha deciso di chiudersi nel silenzio perché si sta rendendo conto della gravità del caso e delle possibili conseguenze. Nomineremo un nostro consulente per affiancare quello della Procura incaricato di effettuare una perizia sul sinistro». Nel trattodi via Trento in cui si è consumata la tragedia il limite di velocità è di 30 chilometri all’ora. «Viaggiava a una velocità superiore - conferma il legale - ma rimane da stabilire quanto superiore. Inoltre c’è l’incognita del dosso che ha provocato la sbandata: valuteremo anche la sua regolarità».