PONZANO (TREVISO) - «Non ci posso credere. Lo stavo aspettando a casa». Poche parole, ma dense di dolore e di significato sono quelle pronunciate dalla figlia di Diego Lapaine, il 71enne centrato e ucciso lunedì da un 18enne alla guida di un'auto (senza patente) in via Trento a Villorba. Erica, non appena saputo della tragedia, si è precipitata sul luogo dell'incidente, crollando alla vista della bicicletta del padre scaraventata sulla ringhiera di un'abitazione privata. La figlia si è accasciata sul muretto della casa, incredula per quanto successo, col volto tra le mani, non riuscendo a trattenere le lacrime. A porgerle una parola di conforto è stato il sindaco di Villorba Francesco Soligo, anche lui accorso sul posto. A lui Erica ha raccontato che stava aspettando suo padre a casa e di essere incredula per quanto successo: «Non riesco a crederci». Un dolore nel quale ora si stringe insieme alla madre, anche lei profondamente scossa per la perdita improvvisa del marito.

Diego Lapaine non era amato e benvoluto solo dalla sua famiglia, ma anche da ex colleghi e allievi. Docente di matematica, Lapaine aveva insegnato agli istituti Luzzati, Da Vinci e Fermi. In quest'ultimo era stato anche vicepreside per alcuni anni.