«La stazione della città di N.» nella poesia di Wis?awa Szymborska, “La stazione” (1967), è il luogo dove l’esistenza accade, «il paradiso perduto della probabilità» in cui si incontra l’inatteso. È infatti sempre vero che ogni stazione dei treni pullula di vita, ma in questo affresco di umanità in movimento il colore è dato anche dai gusti, dai piatti fumanti che vengono serviti nei ristoranti situati a pochi passi dai binari. Soprattutto le stazioni più affascinanti e ricche di storia – nella nostra vecchia Europa in modo particolare - accolgono ristoranti anche gourmet che sono molto frequentati non solamente dai viaggiatori. Nel flusso ininterrotto delle vacanze estive per raggiungere le località di villeggiatura oppure per rientrare a casa, le stazioni possono rappresentare un’esperienza gastronomica che diventa parte del viaggio.
Un’insegna storica è quella de Le Train Blue nell’atrio della Gare de Lyon a Parigi, nato come buffet della stazione ed inaugurato nel 1901 dal Presidente francese Emile Loubet, per poi diventare nel 1963 “Le Train Blue” in omaggio alla linea “Parigi-Ventimiglia” che serviva le città della Costa Azzurra. Il senso di meraviglia e dolce euforia che si prova entrando in queste sale monumentali dopo essere scesi dal treno, è un’introduzione perfetta a un menu raffinato e sontuoso. Tra soffitti dipinti, boiserie e stucchi dorati, con le vetrate da cui entra una luce calda, i camerieri nella loro uniforme elegante si muovono come in uno spettacolo servendo i classici della cucina francese firmati dallo chef Michel Rostang e preparati dalla sua brigata di cucina, dalla tartare de bœuf alla crêpes suzette flambées au Grand Marnier.








