Ci sono molti modi per provare a capire l’Italia. Una delle più interessanti è salire su un treno e immergersi nell’umanità che si muove tra i vagoni. Sono strumenti per andare lontano, ma sono anche spazi dove guardare da vicino come cambiano le abitudini, le distanze, i legami. La ferrovia racconta un Paese in trasformazione, un Paese che si muove per necessità, ma anche per vocazione. Oggi viaggiare non è più solo un gesto logistico: è anche un atto sociale, che abilita possibilità, conquiste, scoperte, relazioni. Dietro ogni biglietto c’è una storia che racconta di studio, di lavoro, di sport o di ritorno, definendo una geografia di connessioni nuove. In ogni storia c’è una porta che può aprirsi per proiettare il vicino del sedile accanto nella vita di uno sconosciuto.

In questo scenario, nasce “Andata e Ritorno”, il documentario prodotto dal Gruppo FS Italiane e presentato alla Festa del Cinema di Roma. Un racconto corale, scritto e diretto da Roberto Campagna ed Elena de Rosa, che intreccia sei storie differenti di vita in un unico viaggio simbolico. Sei passeggeri diversi per età, provenienza, sogni e destinazioni, uniti da una stessa traiettoria: quella del treno come luogo di incontro, occasione di crescita e metafora di libertà.