CASTELFRANCO VENETO (TREVISO) - Tutti quelli che prendono un trenino per il giro turistico delle grandi città, da Roma a Firenze, da Parigi a Rio, da San Francisco a Dubai, e persino nella più lontana Nuova Caledonia, viaggiano su vagoni e mezzi costruiti pezzo per pezzo a Castelfranco Veneto. Dalla “Dotto”, che è partita sessant’anni fa come officina metalmeccanica di giostre e altalene per bambini, ed è diventata la più famosa nel mondo per mezzi di trasporto turistici.
C’è un trenino Dotto in ogni importante località balneare italiana: da Lignano a Caorle a Jesolo, da Rimini e Riccione e giù verso le isole, sino ad Alghero in Sardegna. È appena entrato in circolazione a Moena e nell’Appennino Toscano anche il trenino che porta in montagna. «Il mezzo è adatto, la gente è in vacanza, il trenino dà l’idea di libertà». A guidare la Dotto è Sabrina Carraro, 58 anni, di Castelfranco. L’affiancano i figli Roberta e Alessandro Santi, di 32 e 28 anni, che sono la quarta generazione. Trenini su binari o trenini su pneumatici. Ogni anno dalla fabbrica di Borgo Pieve escono 50 convogli completi di locomotiva. Una quarantina di dipendenti, 10 milioni di euro di fatturato, il 70% della produzione esportata, una grossa fetta tra Emirati Arabi, Usa e Brasile. A fondare la fabbrica di arredi per giardino e per le scuole, negli anni Cinquanta è stato Ivo Dotto, prozio materno di Sabrina che tra le giostre praticamente c’è nata.






