Potremmo definirlo un film-saggio, visto che all’origine c’è un saggio di due criminologi, Io volevo ucciderla di Adolfo Ceretti e Lorenzio Natali. E in effetti Elisa di Leonardo Di Costanzo, tutto costruito sul confronto tra un criminologo (Roschdy Zem) e una detenuta, Elisa (Barbara Ronchi), in carcere da dieci anni per aver ucciso la sorella, relega i fatti fuori campo (o nei flashback) per lasciare grande spazio alla parola. Un blocco della memoria le aveva fatto dimenticare il suo assassinio ed è proprio su questa che il criminologo vuole indagare. Così tra i due iniziano una serie di colloqui che scavano nei ricordi e nelle ragioni di questa rimozione.