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4 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:05

Di fronte all’efferata violenza del governo Netanyahu, che ha perseguito con una crudeltà senza limiti il genocidio del popolo palestinese, procedendo poi all’occupazione militare di Gaza, dopo aver vietato qualsiasi aiuto umanitario (l’esercito è arrivato addirittura a sparare su bambini in fila per avere un po’ d’acqua), hanno suscitato disappunto e preoccupazione per un verso l’atteggiamento di Trump, il quale, ispirandosi al criterio della forza e negando validità al diritto internazionale, si è dichiarato pienamente “complice” di Netanyahu, chiedendogli di “fare presto” e sostenendo la proposta, non smentita, di creare sulle rive di Gaza una “Trump Riviera”; per altro verso l’atteggiamento, sia dell’Europa che si è limitata a condanne formali, sia del governo Meloni il quale ha continuato a mantenere rapporti economici con Israele e ha votato contro la proposta della Commissione Europea di adottare sanzioni, le quali molto probabilmente avrebbero potuto fermare i crimini in atto, considerato che Israele dipende quasi interamente dall’estero per i suoi approvvigionamenti.

Tuttavia di fronte a tanta crudeltà, a tanta depravazione, a tanto cinismo e a tanta corruzione, una luce improvvisa è scaturita da centinaia e centinaia di persone che non sono state sorde alla voce della coscienza e hanno dimostrato la loro più intima ribellione a tanta disumana prepotenza, con una serie di manifestazioni: a Milano, chiedendo la fine dei legami politici ed economici con Israele, a Stoccolma, accusando Israele di “genocidio”, a Berlino, chiedendo la fine dell’esportazione di armi, a Londra, chiedendo la fine della guerra e giustizia per le vittime palestinesi, a Roma, a Piazza S. Giovanni, dove sono convenuti oltre 300mila persone, al Lido di Venezia, in occasione della Biennale del cinema, a Genova con una affollatissima e fortemente sentita fiaccolata, e, soprattutto, via mare, con la grandiosa iniziativa del Global Sumud Flotilla, cui stanno partecipando decine e decine di imbarcazioni, provenienti da 44 Paesi diversi e dirette a Gaza per portare viveri e medicinali.