Yoox Net-à-Porter, uno dei principali gruppi italiani dell’e-commerce di lusso attivo con i marchi Net-a-Porter, Mr Porter, Yoox e The Outnet, ha avviato martedì 3 settembre una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 211 dei 1.091 dipendenti in Italia. La decisione arriva in un momento di difficoltà per il settore del lusso online, alle prese con una contrazione della domanda e con la crescente pressione della concorrenza internazionale.LuxExperience, la holding che controlla l'intero gruppo, ha motivato la decisione come necessaria per riassicurare crescita e forza finanziaria dopo anni di declino. Nel 2024 Net-a-Porter e Mr Porter hanno registrato vendite per 1,2 miliardi di euro, in calo dell’11% rispetto all’anno precedente, mentre Yoox e The Outnet hanno fatturato 957 milioni di euro, con una diminuzione del 19%. Entrambe le piattaforme prevedono ulteriori riduzioni nel 2025. Per il gruppo, questa decisione fa parte di un piano di ridimensionamento su scala globale che coinvolge circa 700 dipendenti, comprese le sedi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, e si inserisce in una strategia complessiva volta al rilancio e alla riorganizzazione della piattaforma.La parabola di Yoox, il primo unicorno italianoL’azienda fondata nel 2000 a Bologna da Federico Marchetti, prima startup italiana a raggiungere il miliardo di dollari di valutazione, affronta oggi una fase particolarmente complessa, segnando un punto critico nella sua evoluzione. Fin dall’inizio, il modello di business si basa sulla vendita online di abbigliamento e accessori di marchi di lusso, un settore che all’epoca muoveva i primi passi nel digitale. La piattaforma consente ai consumatori di acquistare capi e oggetti di marca via internet, intercettando il passaggio dal commercio tradizionale a quello digitale nel segmento del lusso.Nel 2015 l’azienda si fonde con la britannica Net-à-Porter, specializzata nella moda femminile di alta gamma online, un’operazione pensata per rafforzare la posizione nel mercato del lusso digitale. Tre anni dopo, nel 2018, Richemont – multinazionale svizzera attiva nella gioielleria e orologeria di lusso, proprietaria di marchi come Cartier e Van Cleef & Arpels – acquisisce interamente Yoox Net-a-Porter per 5,3 miliardi di euro. L’operazione viene presentata come una svolta nel panorama del lusso digitale, ma negli anni successivi emergono difficoltà: i processi e le priorità di Richemont, legati al lusso tradizionale, faticano a conciliarsi con il modello tecnologico e fortemente digitale di Yoox Net-à-Porter, generando inefficienze operative e limiti nella crescita. A tutto questo, si aggiunge un contesto più ampio di crisi del settore: nel 2024 il mercato globale del lusso registra il primo calo in 15 anni, con una contrazione del 2% e un fatturato complessivo pari a 363 miliardi di euro.L’ultimo passaggio di proprietà avviene nell’ottobre 2024, quando Richemont sottoscrive l’accordo di cessione alla tedesca Mytheresa, piattaforma di e-commerce di lusso con sede a Monaco, completando l’operazione nell’aprile 2025. La transazione comporta per Richemont una perdita contabile di 1,3 miliardi di euro, il che segnala le grandi difficoltà accumulate negli anni precedenti. Mytheresa acquisisce Yoox Net-à-Porter con una disponibilità di cassa di 555 milioni di euro e senza debiti finanziari, beneficiando anche di una linea di credito da 100 milioni di euro.Il calo delle vendite e la reazione dei sindacatiLe organizzazioni sindacali hanno reagito con fermezza ai licenziamenti. "Lasciare a casa le persone da un giorno all'altro non è accettabile, senza peraltro nemmeno aver tentato la strada degli ammortizzatori sociali", ha dichiarato all'agenzia di stampa Ansa il sindacalista della Filcams Cgil di Bologna, Mariano Vendola, definendo la comunicazione aziendale una "doccia gelata". Vendola ha spiegato che "avevamo chiesto spesso all'azienda lumi sull'andamento economico e il quadro ci era stato minimizzato". La critica del sindacalista si concentra soprattutto sulla tempistica: fino a quel momento l'azienda non aveva mai segnalato problemi operativi di tale entità.Oltre ai tagli che coinvolgono la sede di Bologna e gli uffici di Milano è previsto anche il trasferimento di 40 lavoratori dalla sede di Landriano, in provincia di Pavia, al capoluogo lombardo. Stefania Ricci, rappresentante milanese della Filcams Cgil, ha spiegato a MilanoToday: "Vogliamo che l'azienda ritorni sui suoi passi e attivi interventi di carattere conservativo. Se non lo farà, attiveremo le contromisure necessarie". In una nota congiunta, Filcams Cgil, Fisascat Cisl (sindacato dei lavoratori del terziario) e Uiltucs (sindacato del commercio) hanno dichiarato: "Riteniamo che un processo di delocalizzazione di tale portata debba prevedere da subito il coinvolgimento delle istituzioni competenti, tra cui il ministero del Lavoro e le Regioni interessate".La risposta dell'azienda: licenziamenti definitiviL'azienda, da parte sua, ha già comunicato che i licenziamenti sono strutturali e definitivi, senza ricorso alla cassa integrazione e li inserisce all’interno di una strategia di riorganizzazione complessiva delle piattaforme: Net-à-Porter e Mr Porter saranno integrate sulla stessa piattaforma informatica di Mytheresa, per ottimizzare i costi e rendere più efficienti le operazioni, mentre Yoox e The Outnet diventeranno una divisione indipendente, concentrata sulle vendite scontate. L’obiettivo è costruire due realtà distinte, ciascuna con un’identità chiara, e raggiungere entro il 2030 un fatturato complessivo di 4 miliardi di euro, supportato da investimenti del valore di circa 250 milioni di dollari nei prossimi anni.