Un taglio della forza lavoro in risposta alla riduzione dei ricavi nell’ultimo esercizio (-191 milioni) e dell’accumularsi di perdite complessive pari a oltre due miliardi di euro nel corso degli ultimi due anni. Così Yoox Net à Porter, colosso dell’ecommerce nato nel 2015 dalla fusione dell’italiano Yoox e del britannico Net-à-porter e da maggio 2025 di proprietà di LuxExperience (ex Mytheresa), ha comunicato 211 esuberi su 1.091 dipendenti che si trovano in Italia, in particolare nelle sedi di Bologna (160 persone) e Milano, storici hub della piattaforma Yoox, fondata da Federico Marchetti nei primi anni 2000.

L’appello dei sindacati: stop alla procedura

Una decisione diffusa lo scorso 2 settembre che, in un contesto di rilancio, è stata accolta dai dipendenti come una doccia fredda. Filcams, Fisascat e Uiltucs - i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil - hanno chiesto il ritiro immediato della procedura e l’apertura di un tavolo di confronto sottolineando come «l’azienda non abbia adempiuto agli obblighi di legge in materia di comunicazioni preventive sullo stato di crisi».

I sindacati hanno anche evidenziato che «l’azienda ha inoltre comunicato di non voler ricorrere ad ammortizzatori sociali, qualificando gli esuberi come strutturali e definitivi. È inaccettabile che, a pochi mesi dall’acquisizione da parte di LuxExperience, l’azienda scelga di scaricare sui lavoratori il peso di una ristrutturazione decisa esclusivamente sulla base delle strategie del nuovo gruppo».