Caro Direttore, prima o poi andremo a votare per la Regione o per altre occasioni e allora ricominceranno le lamentele per gli incarichi dei rappresentanti di lista che in taluni casi portano alla sospensione o riduzione di pubblici servizi. Formalmente essi sono nati come elemento di controllo per partiti politici o movimenti interessati alle elezioni per la correttezza delle operazioni elettorali (leggi possibili brogli). Questo poteva essere pensato nell'immediato dopoguerra, quando la democrazia era ancora agli inizi, ma ora non c'è più ragione che continuino ad esistere. Veramente pensiamo che con un presidente, un segretario e due o tre scrutatori (questi si nominati dagli uffici elettorali mediante sorteggio), tutti questi si mettano d'accordo per modificare l'esito del voto su un seggio rischiando una denuncia penale?

I rappresentanti di lista, nominati dai partiti, non sono altro che un modo di ingraziarsi delle persone per ottenere il loro voto (e dei famigliari) permettendo loro di stare a casa dal lavoro retribuiti per tre giorni presenziando al seggio dieci minuti al sabato, dieci la domenica e poi durante lo spoglio (un paio d'ore). Possibili soluzioni? Eliminarli completamente. Questo non succederà perché servono ai partiti per i motivi di cui sopra. Ridurli in ragione di uno ogni 3/4 seggi oppure non dare il diritto di stare a casa dal lavoro ma espletare tale compito su base volontaria durante il proprio tempo. Con quest'ultima soluzione si torna alla prima, non ci sarà più nessuno che vorrà fare il rappresentante di lista.