Nella travagliata campagna elettorale di Pasquale Tridico in Calabria, ogni giorno ha la sua pena. Quella odierna riguarda le liste che sono state approvate dal voto online dei simpatizzanti Cinquestelle. Tra i vari esponenti locali pentastellati, c’è un nome destinato a suscitare discussioni. È quello di Elisa Scutellà, che lo scorso marzo è stata defenestrata dal Parlamento. Scutellà era al secondo mandato ed era stata ripescata nel collegio Calabria 1. Quell’elezione, però, è stata contestata dall’esponente di Forza Italia Andrea Gentile, che ha chiesto e ottenuto il riconteggio delle schede bianche e nulle. Al termine delle operazioni la Giunta per le elezioni dà ragione all’azzurro e per un complicato gioco d’incastri a rimanere senza scranno è la Scutellà. Lei non la prese benissimo e nel suo ultimo discorso in aula sintetizzò così il suo pensiero: «Fate schifo».
La disoccupazione della calabrese, però, è durato giusto il tempo di firmare un contratto da collaboratrice parlamentare dell’eurodeputata Valentina Palmisano. Con stipendio tra i due e i quattromila euro al mese. Molto meglio anche del reddito di cittadinanza. Anche l’avventura europea, però, sembra già agli sgoccioli. L’ex parlamentare, infatti, potrà consolarsi in fretta con un nuovo seggio in Consiglio regionale. I Cinquestelle l’hanno blindata per bene, candidandola in due collegi su tre. Per un’elezione praticamente certa. Dall’uno vale uno al collegio blindato, ormai i Cinquestelle sotto la guida di Giuseppe Conte si stanno sempre più “normalizzando”.











