Ecosì alla fine anche il mite Ernesto Maria Ruffini, il prediletto di Romano Prodi, è stato costretto a mettere le cose in chiaro. E ad alzare la voce. Una stilettata che appare sulle sue pagine social e quelle dei suoi "Comitati Più Uno" a metà pomeriggio. Il bersaglio è Pasquale Tridico, il candidato del campo largo in Calabria, e la sua idea di proporre a Donatella Di Cesare, la professoressa dei talk, di fare la capolista nella sua lista civica. L’alzata di scudi del fiscalista, già direttore dell’Agenzia per le Entrate, deflagra anche al Nazareno, ma con chi diavolo vi siete alleati? Ruffini comincia con un excursus: «Nella stretta di mano tra Enrico Berlinguer e Aldo Moro ci sono le radici prima dell'Ulivo e poi del Partito democratico. Aldo Moro e gli uomini della sua scorta furono assassinati a sangue freddo da terroristi delle Brigate Rosse». E qui arriva la nota dolente: «Tra i protagonisti di quella pagina nera c’era anche Barbara Balzerani. Per questo è inaccettabile che oggi, in Calabria, venga proposta la candidatura di una docente che ha ricordato con nostalgia proprio la brigatista Balzerani».
Moro, le Br e il caso Calabria: Ruffini attacca Schlein sulla candidata Di Cesare
E così alla fine anche il mite Ernesto Maria Ruffini, il prediletto di Romano Prodi, è stato costretto a mettere le cose in chiaro. E ad...










