Il confronto tra la Casa Bianca e le grandi case farmaceutiche segna una nuova escalation. L’ultima scintilla è arrivata con un post su Truth Social: Donald Trump ha accusato le case farmaceutiche di trattenere dati cruciali sui vaccini anti-Covid. «Voglio che li mostrino ora, al Cdc e al pubblico, e che chiariscano questo caos», ha scritto il presidente, evocando una situazione di “Cdc fatto a pezzi” e lasciando intendere che l’Operazione Warp Speed, il progetto da lui stesso avviato nel 2020, potrebbe non essere stata “brillante” come molti sostengono.
La replica di Pfizer non si è fatta attendere. Il Ceo Albert Bourla ha difeso il lavoro dell’azienda e del governo americano, scegliendo una strategia comunicativa inusuale: elogiare proprio Trump.
«Sotto la guida del Presidente Trump, l’innovazione americana ha salvato oltre 14 milioni di vite in tutto il mondo - ha affermato Bourla in una dichiarazione ufficiale -. L’Operazione Warp Speed ha evitato più di 1.000 miliardi di dollari in costi sanitari e ha posto le basi per nuove terapie oncologiche. Un risultato del genere sarebbe normalmente degno del Premio Nobel per la Pace».
Moderna ha adottato lo stesso tono, difendendo la trasparenza dei dati clinici e pubblicando un nuovo archivio dei suoi studi.












