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3 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:13
Era il maggio del 2020 quando finanziò con 9 miliardi di dollari l’operazione Warp Speed perché gli Usa avessero prima possibile il vaccino che doveva servire a proteggersi da una malattia in parte sconosciuta, sistemica e feroce come il Covid 19. Soldi che permisero a Moderna di disegnare il composto a Rna messaggero poco dopo Pfizer – che grazie a BioNtech – avrebbe presentato al mondo il suo vaccino nel novembre 2020. Pochi giorni dopo Moderna – in collaborazione con il National Institutes of Health – avrebbe presentato il suo con le stesse percentuali di efficacia. E così oggi Pfizer ricorda al mondo che Donald Trump – che nei gironi scorsi ha chiesto trasparenza sui dati – a decidere per quell’operazione. Uno smascheramento che arriva in piena campagna no vax del tycoon sulla scia delle posizioni del suo ministro della Salute, Robert Kennedy Jr, che lo scorso agosto ha cancellato 500 milioni di dollari di sovvenzioni per lo sviluppo di vaccini mRNA.
“Accogliamo con favore l’appello alla trasparenza del Presidente Trump e restiamo profondamente impegnati a rispettare questo principio. Ad oggi, i dati sul vaccino Pfizer contro il Covid-19 sono apparsi in oltre 600 pubblicazioni sottoposte a revisione paritaria. Il successo dell’Operazione Warp Speed e lo sviluppo statunitense di vaccini a mRNA – afferma Albert Bourla, presidente e amministratore di Pfizer – rappresentano un’importante conquista per la salute pubblica. Sotto la guida del presidente Trump, l’innovazione americana ha guidato il mondo, contribuendo a prevenire il collasso economico e salvando oltre 14 milioni di vite in tutto il mondo”. Insomma Bourla ricorda alla Casa Bianca come senza quei soldi pubblici non si sarebbe arrivati a comnciare a vaccinare e salvare le persone a inizi del 2021.









