LIMASSOL - Non avevano un soprannome di battaglia, ma se lo sono dati il giorno dopo aver schiantato la Spagna, lasciando di stucco perfino Sergio Scariolo: «Mi hanno ricordato certi giocatori dominanti della nostra precedente generazione». Così Mouhamet «Momo» Diouf e Saliou «Sali» Niang hanno deciso di chiamarsi «I Matti». E subito dopo, nello scenario vista mare del lussuoso resort che ospita le squadre, si sono sfottuti, parlando dei natali comuni, a Dakar, Senegal. «Sì, ma lui viene da un villaggio», butta lì ridendo Sali — perché è sì pacato, ma sa essere burlone — con Momo che reagisce («Gli dico che è nato in Italia, ma lui sostiene di no») aggiungendo una promessa rassicurante: «Ci siamo conosciuti da poco ed è accaduto in Italia. Ma dato che mi ha raggiunto nella Virtus Bologna e che giocheremo assieme nella squadra campione d’Italia, l’amicizia si fortificherà: leghiamo sempre di più e ci aiutiamo a vicenda». Sali conferma: «Già lo devo ringraziare per come mi ha spiegato come fare in Nazionale: ero timido, mi ha spinto a essere me stesso sul campo».
Diouf e Niang, chi sono le nuove stelle dell'Italia del basket all'Europeo: la playstation, la musica, le serie tv
I due azzurri, dominanti contro la Spagna, sono la novità del torneo e rappresentano al meglio la nuova Nazionale multietnica di Pozzecco











