Non solo Google, c'è anche Meta, cioè Facebook, Instagram e WhatsApp. Anche Mark Zuckerberg si sta muovendo con Donald Trump, incontrandolo di persona, perché l'amministrazione americana usi il suo peso politico-commerciale per costringere l'Unione europea ad attenuare i suoi regolamenti e a fermare il processo sanzionatorio nei confronti delle aziende di Big Tech. L'azione di lobbying al livello più alto possibile è stata rivelata dal Financial Times e Meta l'ha confermata con toni piuttosto sfidanti: «Sebbene si sia discusso delle tasse digitali, gran parte dell'incontro si è concentrata sul Digital Markets Act», ha detto un portavoce, che ha poi fatto un riferimento diretto al post della scorsa settimana in cui Trump ha ribadito l'intenzione di usare i dazi come leva ricattatoria per costringere gli europei a chiudere più di un occhio riguardo alle pratiche monopolistiche e vessatorie delle grandi piattaforme americane. La posa indulge al vittimismo: «Il post del presidente su Truth dimostra che sta seguendo con attenzione il modo in cui la Commissione europea sta utilizzando le nuove leggi come il Dma e la sua applicazione per discriminare le aziende americane di successo nell'Ue».
Il nuovo idillio tra Trump e Zuckerberg: così i colossi digitali sfidano l’Europa (per aggirare le multe)
Meta e Google arruolano Trump contro Bruxelles: ricatti commerciali e pressioni politiche per indebolire il Digital Markets Act e difendere i monopoli










