Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

11 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:05

Tra l’Europa e Big tech crescono le tensioni. Dopo il divieto di utilizzare i social network per gli adolescenti, annunciato da Madrid sulla scia di Parigi, Copenaghen e Atene – la Commissione europea mette nel mirino Meta, il gigante di Facebook e Whatsapp. Secondo l’esecutivo Ue, la multinazionale ostacola il promettente mercato degli assistenti Ia, le intelligenze artificiali che rispondono alle richieste supportando gli utenti. In che modo? Consentendo l’accesso, da Whatsapp, solo all’intelligenza artificiale di Meta e bloccando tutte le altre. Una violazione delle regole sulla concorrenza, secondo palazzo Berlaymont. Con il risultato di frenare le start-up nel Vecchio Continente, desideroso di superare la dipendenza tecnologica dai giganti statunitensi. Oggi è giunta la replica di contestazione firmata Meta: “La logica della Commissione presuppone erroneamente che le Api di WhatsApp Business rappresentino un canale di distribuzione fondamentale per questi chatbot”. Traduzione: gli utenti possono trovare assistenti Ia ovunque, il mercato è libero e ampio, dunque su Whtsapp decide solo Meta. Ma la vera partita è la “sovranità” dei dati europei, l’oro digitale per alimentare i progressi dell’intelligenza artificiale.