L’idea urbanistica è ambiziosa perché corrisponde a un preciso progetto politico: quello di cucire una ferita finora aperta della città, legando alcuni quartieri che brillano, sì, ma di luce propria, in un unico quadrante senza confini, con meno zone d’ombra, più controllo, più servizi, più verde e, soprattutto, più dignità da Capitale. Così, se tutto filerà liscio, già entro giugno dell’anno prossimo Garbatella e Tor Marancia, che per ora si guardano al di là della Colombo, saranno davvero un tutt’uno; come dall’Ardeatina non sarà un salto spazio-temporale il confronto con San Paolo fino, allungando l’orizzonte, alla Fiera di Roma che adesso è sotto cantiere. La chiave di tutto è piazza dei Navigatori, l’orlo della ricucitura usando la stessa metafora, fino a qualche anno fa uno dei crucci della città considerato il groviglio di grane e interessi che bloccavano ogni tentativo dell’amministrazione di turno, ora epicentro della rinascita. Anzi, della rigenerazione.