Numeri record, pressione urbana, nuove strategie e una domanda chiave: che tipo di città turistica sarà Roma dopo il grande ciclo degli eventi straordinari? Il 2026 si annuncia come un anno di verifica per un modello che nel 2025 ha prodotto risultati senza precedenti, ma che ora è chiamato a dimostrare solidità nel lungo periodo.

I numeri del 2025: crescita e concentrazione

Il 2025 ha consolidato Roma come una delle principali destinazioni turistiche globali. Secondo i dati più recenti, la Capitale ha superato i 22 milioni di arrivi e i 51 milioni di presenze, con una crescita del 5% nei primi sei mesi dell’anno rispetto al 2024, già considerato un anno record. Il secondo semestre ha registrato un’ulteriore accelerazione: tra luglio e dicembre gli arrivi sono aumentati di oltre il 18%, generando un impatto economico stimato attorno ai 15 miliardi di euro. Una spinta determinante è arrivata dal Giubileo, che ha portato in città milioni di pellegrini e visitatori. Un evento capace di rafforzare l’immagine internazionale di Roma, ma anche di mettere sotto stress infrastrutture, trasporti e servizi. La chiusura dell’Anno Santo, prevista per gennaio 2026, segna ora un passaggio delicato: la fine di una fase straordinaria e l’inizio di un periodo in cui i flussi dovranno essere gestiti senza l’effetto trainante dell’evento.