BELLUNO - Olimpiadi e messa in sicurezza definitiva dell'Alemagna: il ministro per le Infrastrutture apre alla possibilità della galleria paramassi. «Con orgoglio porteremo a Cortina due milioni di persone tra pubblico e atleti. I problemi legati alle frane lungo l'Alemagna? Sono in contatto con Anas ci sono le soluzioni. Ma a lungo termine possiamo pensare ad un'opera definitiva. Per un buon progetto i soldi si trovano». Matteo Salvini, ieri a Venezia per la presentazione di un docufilm dedicato allo sci alla Mostra del Cinema, è intervenuto anche sull'emergenza che da tutta l'estate interessa la Statale 51 e in prospettiva i trasporti per il grande evento di febbraio 2026. «Sul problema delle frane – ha detto il vicepremier – sta lavorando Anas. Ho avuto un colloquio anche ieri (martedì, ndr.) con l'amministratore delegato di Anas e la soluzione si gioca su due fronti. Uno, l'intervento a breve termine, perché ovviamente febbraio è dietro l'angolo e dobbiamo pensare a soluzioni rapide. Due, una soluzione a lungo termine per evitare di inseguire la contingenza. Anas ha la situazione in mano, insieme ai sindaci del territorio».
Alla domanda diretta se l'ipotesi a lungo termine si avvicinasse di più alla galleria paramassi di cui si è più volte parlato, il ministro delle Infrastrutture si è detto favorevole: «L'ipotesi a lungo termine non può essere inseguire l'emergenza e la contingenza. Noi abbiamo il dovere a febbraio-marzo di far arrivare tutti quelli che ci devono arrivare. Ma da aprile 2026 dobbiamo dare alle comunità una prospettiva definitiva di messa in sicurezza, come abbiamo fatto anche con le varianti, con le gallerie che in Cadore cambiano la vita in meglio a quelle comunità». Sulla questione di una grande opera strutturale, Salvini ha aperto alla possibilità di trovare finanziamenti adeguati: «Se ci sono progetti che stanno in piedi, i soldi alla fine si trovano. L'ho visto sulla vicenda del Ponte sullo Stretto. Mi dicevano: non troverai mai soldi. E non è stato così. Se c'è un progetto serio, i soldi si trovano». Il ministro non ha negato i disagi per i cantieri in questi mesi: «Alcune opere sui territori sono state molto osteggiate. Io ricordo, e Kristian (Ghedina, presente al Lido, ndr.) lo ricorderà, che qualcuno si abbracciava agli alberi per protestare contro il taglio di alcune centinaia che sarebbero state ripiantumate in migliaia. Oppure le proteste per i cantieri e le interruzioni della viabilità nei paesi, dimenticando che ora molti territori si troveranno bypass esterni che renderanno la viabilità molto più fluida. Conto quindi che il Paese arrivi a questo 6 febbraio unito».







