Cinque miliardi di dollari. Lunedì, mentre a Tianjin i Paesi del Sud del mondo guidati dalla Cina lanciavano la sfida agli Stati Uniti e a tutto l’Occidente e mentre Narendra Modi camminava tenendo per mano Vladimir Putin, Donald Trump, massimo responsabile di questo disastro diplomatico e geostrategico, era impegnato a misurare la ricchezza conquistata quella mattina con la sua ennesima criptovaluta: in poche ore la quotazione del Wlfi, per un quarto di proprietà della sua famiglia, ha fatto crescere (sulla carta, vietato incassare subito) il patrimonio dei Trump di una cifra superiore al valore dell’intero impero immobiliare che il tycoon divenuto presidente ha messo insieme in decenni.