Villaggi isolati, feriti in attesa di soccorso, ospedali al collasso.

Dal team di Nove Caring Humans arrivano aggiornamenti sempre più drammatici su una situazione 'sempre più critica' nelle zone del terremoto di magnitudo 6 che lunedì ha scosso l'Afghanistan, racconta Alberto Cairo, presidente della ong che da tempo è presente a Kunar e nelle province orientali del Paese con progetti di sicurezza alimentare e sviluppo comunitario 'Questi territori - dice Cairo - sono tra i più isolati e poveri dell'Afghanistan.

Oggi, dopo il terremoto, queste fragilità strutturali rendono ancora più difficile raggiungere le comunità colpite e garantire un'assistenza tempestiva. La situazione è sempre più critica. Le aree remote rimangono isolate e molti villaggi tra le montagne sono irraggiungibili. I sopravvissuti attendono soccorso, assistenza medica e il recupero delle salme. Le strade sono bloccate: solo veicoli militari e fuoristrada riescono a passare in parte, mentre la maggior parte dei mezzi di soccorso resta ferma lungo il percorso'.

'Le comunità colpite continuano a dormire all'aperto, sia per i danni subiti sia per il timore di nuove frane - prosegue Cairo - Gli elicotteri militari stanno evacuando i feriti verso gli ospedali disponibili, ma il Jalalabad Central Hospital è allo stremo: ogni volo riesce a trasportare soltanto 20-25 persone, mentre le richieste di assistenza aumentano di ora in ora'.