Caricamento player

Israele non è un paese, sono due: la società, la politica e le istituzioni sono spaccate tra chi crede nello stato di diritto e le fazioni più estremiste e ostili verso la popolazione palestinese. Lo racconta la giornalista Cecilia Sala nel suo nuovo libro, I figli dell’odio, pubblicato da Mondadori e uscito il 2 settembre. Il libro si occupa di tre storie intrecciate fra loro: la guerra in corso da quasi due anni nella Striscia di Gaza, la radicalizzazione di Israele e la condizione delle persone che vivono in Iran, dove Sala stessa è stata incarcerata senza accuse per circa tre settimane lo scorso inverno.

Cecilia Sala sarà ospite della prossima edizione di Talk, a Faenza dal 19 al 21 settembre, e parlerà del libro e di queste storie con Francesco Costa. Il programma è disponibile qui. Di seguito un estratto di I figli dell’odio.

***

Mi sposto in macchina con un guidatore palestinese che conosce la mappa intricata e sempre in aggiornamento di posti di blocco, strade aperte, strade chiuse, code e imprevisti che tocca navigare quando ci si muove in Cisgiordania. È un’ottima cosa, perché a volte per fare trenta chilometri in linea d’aria ci vuole una mattinata di viaggio. Il tempo sotto occupazione si misura in un modo diverso. Il guidatore ha anche un fiuto infallibile per le stazioni di servizio con il carburante al prezzo più basso e per i fruttivendoli con la frutta migliore, che poi alla sera porta ai figli. Ascolta la radio militare israeliana, nella versione trasmessa in arabo.