Cecilia Sala, perché il suo nuovo libro si intitola «I figli dell’odio?».

«Sono affezionata, nel mio lavoro, agli scontri generazionali nei luoghi in cui vado. A Hebron ho visto le ragazze delle scuole medie con uno striscione che diceva: se tua moglie e i figli che ti ha dato non sono ebrei, cacciali di casa. L’idea che ragazze di tredici anni possano avere questa preoccupazione mi ha molto colpito».