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Ultimo aggiornamento: 14:56
Chi le dà della “cialtrona”, chi della “farlocca”, chi – e sono la maggioranza – mette in dubbio la veridicità del video con argomentazioni risibili o semplicemente ignorando quel che è evidente a occhio nudo. Chi le rinfaccia addirittura la sua liberazione. E poi, dietro l’angolo, immancabile, il complotto. Come è accaduto con l’invasione russa in Ucraina, la guerra tra Israele e Iran non conosce obiezioni all’assoluto. Bianco, nero. Buoni da un lato, cattivi dall’altro.
Questa volta a farne le spese è stata la giornalista Cecilia Sala, rea di avere pubblicato mercoledì pomeriggio un collage di video in cui si vedono giovani iraniane e iraniani in giro per le strade di Teheran. Con vestiti alla moda o tagli punk, con i capelli sciolti, in atteggiamenti disinvolti. Giovani, in una parola, e quindi intrinsecamente inclini a essere liberi, nonostante tutto. Il testo che accompagna il video, per quanto non esplicito, sembra ricordare ai lettori che il regime e il popolo di un Paese – e varrebbe per tutti i Paesi, tocca aggiungere – sono due cose diverse: “Cosa incontri camminando per le strade di Teheran, per chi in televisione ce la racconta come il “medioevo” rimanendo serio”.








