«Un’inversione di tendenza importante – prosegue Giuliano – che però rischia di essere vanificata se non sarà accompagnata da una programmazione nazionale chiara e coraggiosa. Servono subito un nuovo Atto di indirizzo e un rinnovato Accordo Collettivo Nazionale (ACN), in grado di normare la figura professionale unica che andrà a riunire le funzioni del medico di famiglia e della continuità assistenziale. Una riforma strutturale che deve procedere con coerenza e visione, non con interventi regionali disomogenei».