La ricerca della verità è un tema davvero diffuso nel cartellone della Mostra di Venezia di quest’anno: basti pensare a “After the Hunt” di Luca Guadagnino o a “Il mago del Cremlino” di Olivier Assayas.

Il confine tra realtà e finzione diventa ancor più sfumato nei numerosi film biografici presentati al Lido e questo genere sembra proprio uno dei grandi protagonisti di questa edizione. Dopo titoli come “Mother” di Teona Strugar Mitevska, incentrato su Madre Teresa di Calcutta, o “At Work” di Valérie Donzelli, tratto da una storia vera, è arrivato il turno di altri due film molto attesi che raccontano personaggi reali, “The Testament of Ann Lee” di Mona Fastvold e “The Smashing Machine” di Benny Safdie, entrambi presentati in concorso.

Il primo è un lungometraggio ispirato alla vita di Ann Lee, fondatrice degli Shakers, un movimento religioso radicale nato alla fine del XVIII secolo.

Lei e i suoi seguaci pregavano attraverso canti e movenze estatici, provando a raggiungere una sorta di trascendenza spirituale per avvicinarsi così a Dio.

Mona Fastvold era già stato in concorso alla Mostra di Venezia cinque anni fa con “Il mondo che verrà”, ma anche lo scorso anno era stata protagonista come co-sceneggiatrice di “The Brutalist”, film diretto dal compagno Brady Corbet.