Bella, bionda, e quando c’è da mettersi in mostra dice sempre sì. Silvia Salis è ormai un talismano per il candidato del campo largo in difficoltà. La chiamano e lei è ben lieta di dare una mano alla causa e l’altra al suo progetto di affermarsi come una figura politica di statura nazionale. Fa campagna elettorale per chi glielo chiede oggi e anche per sé un domani.
L’ex atleta del lancio del martello è sindaco di Genova dalla tarda primavera e dicono lavori molto. Quest’estate, la prima cittadina non ha fatto vacanze, tanti sono i problemi che deve risolvere. Primo fra tutti, quello di far coincidere le sue promesse elettorali, incentrate per far piacere a M5S e Avs sulla paralisi dello sviluppo di Genova e delle opere pubbliche previste dal suo predecessore, Marco Bucci, con la realtà e le esigenze del capoluogo.
Il punto è che Salis, da subito, fa più di un lavoro. Uno è autopromuoversi come volto nuovo e unificante delle sinistre; non si sa mai quanto lontano può andare il martello, da un ministero dello Sport a una corsa alle primarie dem, e poi chissà...
Un altro è fare da testimonial del campo largo unito e vincente, cosa che obiettivamente le è riuscita a Genova, dove Silvia ha messo insieme Giuseppe Conte, Matteo Renzi e per una volta perfino Carlo Calenda. Ed è in questa veste che nel fine settimana è andata fino ad Ancona, convocata dal candidato alla presidenza delle Marche, Matteo Ricci, che le ha chiesto sostegno. Non che lei c’entri alcunché con la città dorica, ma si è ugualmente presentata con piglio sicuro e sorriso compiaciuto, di bianco vestita, come ama e come un medico, visto che si è cimentata sul tema sanità, l’argomento sul quale l’ex sindaco di Pesaro picchia duro.






