Il centrosinistra è alla perenne ricerca di un grande federatore che possa condurre il Pd verso un'improbabile vittoria contro il centrodestra a guida Giorgia Meloni. Bruciate ormai le candidature di Ernesto Maria Ruffini e Beppe Sala, sale in testa alla classifica dei desideri del Nazareno il nome della sindaca di Genova Silvia Salis. Lady tasse - soprannome dovuto al suo esordio a suon di gabelle - è considerata una sorta di "Papa nero", un outsider che non viene dalla politica e che ha già dimostrato di rappresentare la sintesi perfetta dei pensieri di Dario Franceschini, Goffredo Bettini e Matteo Renzi, i tre alfieri del riformismo dem. Come riporta il Tempo, Salis sta già facendo i compiti. "Bisogna imparare a dare la palla a chi sa segnare", ha spiegato nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Il Pd, però, è alle prese con una tempesta giudiziaria che sta investendo i propri amministratori locali. E, in un certo senso, anche con il fuoco amico. Il Movimento Cinque Stelle, e in particolare il suo leader Giuseppe Conte, è scettico circa il sostegno a Matteo Ricci in vista delle prossime regionali nelle Marche. Nonostante l'ex sindaco di Pesaro abbia già trasmesso le carte per cui è indagato sia a Schlein che a Conte: "Spero che i 5 stelle capiscano le mie ragioni e si possa andare avanti", ha detto l'ex avvocato del popolo. Basterà? Difficile dirlo, soprattutto perché i colonnelli specificano in continuazione quanto sia decisiva l’etica per il movimento dell’ex Presidente del Consiglio: "Non possiamo sciogliere la riserva prima del 30 luglio, quando Ricci sarà ascoltato in Procura". Insomma, i grillini prendono tempo.