"Ci sono anche alcuni miei amici cineasti e sceneggiatori che hanno firmato l'appello su Gaza.
È importante parlarne in questo luogo perché quello che sta succedendo è orribile, e deve essere fermato".
Lo dice il regista, sceneggiatore e produttore israeliano Hagai Levi alla Mostra del Cinema di Venezia, dove presenta fuori concorso la sua serie in sei episodi Etty, con Julia Windischbauer, Sebastian Koch e Leopold Witte, tratta dai diari di Etty Hillesum, scrittrice olandese ebrea morta ad Auschwitz nel 1943.
"Per me è molto importante la protesta e credo che la serie parli di argomenti che sono collegati a quanto sta accadendo, con i discorsi di Etty contro l'odio, ma racconti anche la disumanizzazione delle persone, della vita umana, per vederle solo come nemico dice Levi, creatore di serie di grandi successi internazionali come Betipul (diventata in vari adattamenti In Treatment) o The Affair -. È quello che succede anche con questo regime che non uccide e imprigiona solo i palestinesi ma attacca anche il proprio popolo. Ci sono però centinaia di migliaia di cittadini israeliani che combattono contro questo regime. Il fatto che siamo israeliani non vuol dire che lo appoggiamo, noi combattiamo nelle strade e per quanto sia flebile, abbiamo la speranza che le cose possano cambiare".














