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2 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:09

Tante operazioni, perché le grandi delle Serie A avevano bisogno di rinnovarsi profondamente, e lo hanno fatto, ciascuna coi propri mezzi, fino all’ultimo minuto perché anche nel giorno di chiusura ci sono stati acquisti importanti, da Zhegrova a Rabiot ad Akanji. Praticamente tutte le big, però, anche quelle che hanno investito di più in cartellini, come il Napoli, o la stessa Inter, alla fine hanno ottenuto l’obiettivo di abbassare il costo della rosa. A conferma che sia stato un calciomercato ricco di colpi, ma sempre povero di soldi. E che non lascia soddisfatti tutti allo stesso modo. Poi, come sempre, sarà il campo a giudicare.

La botte piena e la moglie ubriaca, il bilancio alleggerito e la rosa rafforzata. A differenza di Giuntoli, il cui mercato era sembrato da subito un rischioso e costosissimo all-in, la prima estate di Comolli alla guida bianconera si chiude a pieni voti, almeno sulla carta. Con alcune cessioni insperate (i flop Douglas Luiz e Nico Gonzalez su tutti) e gli arrivi dell’ultimo minuto, la Juve è riuscita a mettere su quello che probabilmente è l’attacco più forte del campionato: nessuno può vantare una batteria del calibro di David, Vlahovic, Yildiz, Openda, Conceicao e Zhegrova. Con un impatto sui conti addirittura positivo (-35 milioni di costi, secondo quanto calcolato dal portale Calcio e Finanza). L’unico vero azzardo è portare a scadenza Vlahovic, col rischio concreto di perderlo a zero (se non cambierà idea sul rinnovo). E forse la coperta rimane un po’ corta dietro. Ma a parità di risorse era difficile far meglio. Adesso è tutto nelle mani di Tudor.