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Ultimo aggiornamento: 14:28
Cambi di rotta improvvisi, colpi di scena. Delusioni. Juventus e Lazio vivono momenti a fasi alterne sul mercato. C’è chi di base sorride di più, perché al netto di operazioni che non sono state fatte, ha trovato la sua quadratura del cerchio: Spalletti e l’avventura in bianconero sta procedendo nel migliore dei modi, anche senza quella punta (e con Vlahovic infortunato) che con il suo solito modo di fare un po’ scanzonato, ma molto schietto, l’allenatore ha ribadito essere necessaria dopo la vittoria rotondissima contro il Napoli. “McKennie può giocare in quel ruolo e ve lo dimostrerò”, ha detto. “Certo che avere uno con le caratteristiche di Hojlund a volte potrebbe farci comodo”. Hojlund che vagamente somiglia a Vlahovic – la cui avventura in bianconero è ai titoli di coda, al netto di tutto – e che per struttura fisica (più che per caratteristiche) poteva assomigliare a En-Nesyri del Fenerbahçe. Sorride invece molto di meno Sarri, perché si vede la squadra smantellata e non le manda a dire al suo presidente Lotito. A questo, si è aggiunto anche il caso Romagnoli. Che non sarà per niente facile da gestire.
In casa Juventus la delusione è molta per come si è sviluppata l’operazione En-Nesyri. L’attaccante marocchino sembrava in pugno, anche se il ds Ottolini era stato molto prudente: per questo era rimasto in Turchia fino a sabato, perché aveva capito che senza qualcosa di concreto in mano, il giocatore si sarebbe anche potuto perdere. Ma quando è rientrato a Torino, gli era stato fatto capire che davvero fosse tutto a posto. E invece no. En-Nesyri in qualche modo ci ha ripensato, ha chiesto ancora un po’ di tempo perché l’idea di tornare al Siviglia (dove ha vinto anche un’Europa League) a titolo definitivo gli piace di più rispetto al prestito con diritto di riscatto a circa 20 milioni di euro che ha messo sul tavolo la Juve. “Un’operazione ad acquisto è esclusa” ha detto Chiellini nel pre della partita contro il Napoli. “Per noi, la trattativa è chiusa”. Dove la parola ‘trattativa’ si può quasi sostituire a ‘porta’, nel senso che ai bianconeri questo comportamento proprio non è piaciuto: il giocatore deve essere convinto della destinazione, sentirsi parte di un progetto di rifondazione che con Spalletti, dopo anni un po’ turbolenti, sembra davvero ricominciato. Cosa succederà ora? Difficile pensare a un riavvicinamento tra le parti. Anzi, sembra proprio impossibile. I bianconeri valutano altre strategie: da Chiesa come vice Yildiz e tanti saluti alla punta, all’ipotesi Zirkzee, che il Manchester United però lascerebbe partire di fronte a molti più soldi. Ma il tempo comincia a stringere.







