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Il premier britannico crea una cellula operativa a Downing Street che avoca a sé le leve della politica economica. In arrivo un bilancio autunnale segnato da nuove tasse
Il governo di Keir Starmer ha avviato un rimpasto che, pur negato ufficialmente, ha dato l’impressione di ridimensionare l’autorità della cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves. Al centro della manovra, la creazione a Downing Street di una nuova “cellula operativa” per l’economia, che risponde direttamente al primo ministro e riduce di fatto il controllo esclusivo del Tesoro sulla politica fiscale.
La scelta arriva in un contesto delicato: i mercati hanno reagito con nervosismo, portando i rendimenti dei titoli di Stato britannici ai massimi da quasi trent’anni e ampliando il divario con gli altri Paesi del G7. Con un debito vicino al 100% del Pil e un disavanzo stimato in 50 miliardi di sterline, Londra è considerata “sorvegliata speciale” dagli investitori internazionali, mentre cresce il timore di un ritorno a scenari simili agli anni Settanta, quando il Regno Unito fu costretto a chiedere aiuto al Fondo Monetario Internazionale.







