Un mini rimpasto al cuore del governo per cercare di uscire dal buco nero di una grave crisi di consensi maturata già nel primo anno al potere.

E' lo scossone che il premier laburista britannico Keir Starmer ha fatto coincidere con la ripresa di settembre dell'attività parlamentare di Westminster dopo una lunga pausa estiva segnata da nuove cattive notizie sul fronte dell'economia del Regno e da nuove fibrillazioni sulla cosiddetta "emergenza immigrazione": dossier oggetto di tensioni politiche e proteste di piazza sull'isola, a dispetto dei tentativi di sir Keir d'inseguire la linea dura sulla stretta ai confini promessa (invano) da conservatori fin da dopo la Brexit.

L'iniziativa del primo ministro, premessa di ulteriori rimpasti che secondo i media potrebbero arrivare a breve o medio termine, si è abbattuta in particolare sul Tesoro. Quasi a voler commissariare la contestata cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, presa di mira per i risultati economici deludenti ottenuti sin qui dal Labour dopo il ritorno a Downing Street seguito alle elezioni del luglio 2024; e attesa il mese prossimo alla Camera dei Comuni dalla presentazione di una manovra finanziaria ad alto rischio - fra indebitamento pubblico record, inflazione in ripresa, crescita asfittica e timori di nuove tasse - che potrebbe rappresentare il suo canto del cigno.