«Come tutti, l'avevo studiato a scuola, Lo straniero di Albert Camus è una delle opere più importanti e conosciute della letteratura francese. Ma rileggendolo ci ho trovato riflessioni profonde che mi riguardano da vicino». Anche per motivi familiari. François Ozon torna in concorso a Venezia con il suo personale adattamento del capolavoro esistenzialista, uscito nel 1942. Siamo nella Algeri del 1938, incontriamo il giovane Meursault (Benjamin Voisin) modesto impiegato sulla trentina, il giorno della morte della madre che non sembra averlo turbato troppo. Il giorno del funerale inizia una storia con una segretaria, Marie (Rebecca Marder), unico sprazzo nella sua tranquilla routine, fino a quando viene coinvolto, casualmente, nelle turbolente vicende di un vicino, Raymond Sintès (Pierre Lottin) e, altrettanto casualmente, arriverà a uccidere uno sconosciuto. Un arabo.